Cos’è la Programmazione Neurolinguistica


La PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA, spesso abbreviata in PNL, è una disciplina di sviluppo personale nata negli anni ’70 ad opera di due americani , Richard Bandler (matematico e studioso di psicologia) e John Grinder (esperto di linguistica)

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I due fondatori partirono dall ‘intuizione del famoso antropologo Gregory Bateson : “le competenze inconsce “, ovvero ciò che una persona riesce a fare senza sapere come. I due americani decisero così di analizzare alcuni dei più famosi comunicatori e terapisti dell’epoca al fine di mettere in evidenza ciò che facevano, come lo facevano e cosa li rendeva così abili nel loro lavoro.

Bandler e Grinder concentrarono le loro osservazioni sui meccanismi cognitivi, emozionali e comportamentali vincenti utilizzati inconsciamente dalle persone di successo e sul fatto che ogni individuo ha un suo modo personale e specifico di percepire la realtà e quindi un suo modo personale di comunicare

I modelli che ne ricavarono furono testati ed applicati e si selezionarono delle strategie, che sono ora collaudate e replicabili da coloro che non le hanno ricevute “in dono” dall’inconscio.

L’applicazione di questa strategia nello sport, negli affari, nella terapia e in altri campi della vita ha reso possibile l’utilizzo di tutte quelle informazioni e modelli altrimenti appannaggio delle persone che li hanno ricevuti in dote dalla natura.

 

SPIEGAZIONE DEI PRINCIPALI TERMINI TECNICI

Il significato del nome:

L’analisi del modo di parlare (Linguaggio) , dei messaggi non verbali  (sistema Neurosensoriale) e della mappa mentale (Programma) utilizzati  dalla persona consentono di decodificarne il comportamento per verificare la motivazione che ha spinto una persona ad agire in un determinato modo (spesso celato anche alla persona stessa)

Svelando  l’intenzione che sta oltre la “superficie comportamentale” ci si rende conto che “ognuno dal proprio punto di vista ha ragione”. Da qui il grande valore di questa disciplina che, attraverso collaudate tecniche,  permette di sviluppare reali abilità di  comunicazione interpersonale e  consente di relazionarsi in modo sano e costruttivo nella società,  sul lavoro e nelle relazioni intime.

Bandler e Grinder attraverso l’osservazione degli “indicatori di accesso sensoriale”, sono riusciti ad individuare il processo che un individuo compie durante l’elaborazione mentale e il processo di comunicazione. Attraverso il movimento degli occhi e il tipo di vocabolario utilizzato nelle espressioni linguistiche, il programmatore neurolinguistico riesce a capire il processo cerebrale di assimilazione e riformulazione delle informazioni proprie o di un’altra persona. Utilizzando questi principi, con i quali i processi mentali si riducono a semplici operazioni fondamentali ricostruibili e trasferibili da un soggetto ad un altro, è possibile descrivere qualsiasi comportamento in modo sintetico e dettagliato. Alla base della PNL sta la presupposizione che ogni individuo ha la forza, la capacità e le esperienze sufficienti per raggiungere un determinato fine con successo. Le singole persone, infatti, non differiscono in base al talento o alle possibilità, bensì nel modo in cui le utilizzano. Gli stessi Bandler e Grinder scriveranno: “Fondamentalmente stiamo elaborando dei modi per insegnare alle persone ad usare il proprio cervello”.

 

La PNL si fonda sulla osservazione dell’uso che ciascun individuo fa dei 5 sensi, da  cui deriva il termine: Sistema Rappresentazionale. I sistemi rappresentazionali sono tre: visivo, auditivo e cinestesico. In questo modo possiamo distinguere tre tipi diversi modi di comunicare.

A prima vista sembra che la differenziazione dei tipi di individui non contenga nulla di nuovo. Il fatto però che ogni persona ha un suo modo personale di percepire, determina un successo o un insuccesso nel processo comunicativo. Se infatti un responsabile, rivolgendosi ai suoi collaboratori , utilizza perlopiù il canale auditivo, non si dovrà meravigliare se così facendo trascura ad esempio i collaboratori che hanno come sistema preferenziale il visivo.

Un altro sistema per riconoscere i diversi tipi di interlocutori è osservare il loro comportamento. Un collega che comunica in prevalenza in modo visivo guarderà spesso le persone mentre…. II collega che apprende in prevalenza in modo auditivo è facilmente distraibile dai rumori,  sa parlare bene e lo fa in genere in maniera ritmica….. II tipo che apprende invece preferibilmente attraverso il contatto fisico, le emozioni e il movimento (cinestesico) è quello che in genere non riesce a stare a lungo seduto. Il tono della sua voce è basso con un ritmo intervallato da lunghe e frequenti pause. Ha in genere una gestualità lenta e gradisce il contatto fisico.

Anche i movimenti oculari hanno la loro importanza nel riconoscimento delle differenze di percezione ed elaborazione. Bandler e Grinder, infatti, nelle loro ricerche, hanno analizzato diverse persone e hanno scoperto che  muovevano gli occhi in maniera sistematica a seconda quello che stavano pensando. Studi neurologici hanno infatti dimostrato che il movimento degli occhi sia in orizzontale sia in verticale ha un collegamento con le differenti parti del cervello che vengono attivate. Questo movimento è chiamato nella PNL, LEM (Lateral eye movements). Quindi tra il movimento degli occhi, il sistema rappresentazionale e il processo del pensiero, c’è un collegamento neurologico congenito. Se lo sguardo è rivolto a sinistra l’emisfero cerebrale attivato è il destro, se invece lo sguardo è rivolto a destra, l’emisfero attivato è il sinistro.

 

Roberto Ferrario è stato certificato Master Trainer  PNL  nel 2004 presso NLP Univerity di Robert Dilts